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L’agriturismo italiano cresce e parla sempre più giovane
Cia e Turismo Verde presentano alla Bit di Milano la “Guida all’agriturismo in Italia 2002” edita dalla Geo-Mondadori
“L’agriturismo italiano parla sempre più giovane. Sono, infatti, molti i giovani agricoltori che, accanto all’attività principale dell’azienda, intraprendono il percorso agrituristico. E’ una spinta che negli ultimi anni si è accentuata in maniera crescente. E questo sta a significare che il settore ha ormai raggiunto una dimensione importante non solo nell’ambito dell’agricoltura, ma anche in quello dell’intero sistema economico”. Lo ha rilevato oggi alla Bit di Milano (Borsa internazionale del turismo) il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Massimo Pacetti durante la presentazione della “Guida all’agriturismo in Italia 2002” curata da Turismo Verde (l’Istituto agrituristico della Cia) e edita, per il quinto anno consecutivo, dalla Geo-Mondadori.
Nel corso dell’incontro con i giornalisti, al quale ha partecipato anche il presidente di Turismo Verde Andrea Negri, il presidente della Cia ha messo in risalto che “la scelta di fare agriturismo permette ai giovani agricoltori di espandere i confini della propria azienda e acquisire nuove esperienze utili per stare efficacemente sul mercato”.
D’altra parte, l’agriturismo è in forte espansione nel nostro Paese. Alcuni dati ne sono testimonianza: le aziende sono attualmente 10.662 e hanno registrato, nel corso del 2001, un giro d’affari di 785 milioni di Euro (alla fine di quest’anno, secondo le previsioni di Cia-Turismo Verde, potrebbero essere raggiunti gli 842 milioni di Euro). Consistente anche il numero degli arrivi che hanno superato i 2 milioni, il 25 per cento dei quali stranieri (tedeschi, inglesi, statunitensi, giapponesi).
“Il successo dell’agriturismo -ha spiegato il presidente Pacetti- è dovuto soprattutto all’impegno degli agricoltori che, con le loro iniziative, assicurano a chi sceglie la vacanza agrituristica prodotti tipici di qualità, accoglienza confortevole, tranquillità e la riscoperta di culture e tradizioni popolari”.
“Le aziende agrituristiche -ha aggiunto il presidente della Cia- non sono assolutamente in contrapposizione con altre strutture turistiche e ricettive (alberghi, ristoranti). Sono realtà diverse. L’agriturismo ha una sua particolare specificità. Chi sceglie questo tipo di vacanza, lo fa perché vuole stare a contatto con la natura, con l’ambiente campestre, con la ricchezza del paesaggio rurale, con il territorio variegato che offre il nostro Paese. Passare un breve periodo di svago in un’azienda agrituristica significa anche riscoprire tradizioni e culture, gustare ‘l’Italia delle mille Italie’ con i suoi piatti tipici, con i suoi inimitabili sapori”.
“La Guida 2002 -ha sottolineato Pacetti- rispecchia questo spirito. Attraverso una offerta chiara e particolareggiata vogliamo rispondere in maniera efficace a chi vuole immergersi nello straordinario patrimonio culturale, ambientale e umano rappresentato dal mondo rurale italiano che tutti ci invidiano. Un mondo dove le prerogative sono qualità, tipicità, tradizioni, storia, tutela e valorizzazione dell’ambiente”.
“La guida, rispettosa di una tradizione consolidata, anche quest’anno, non attribuisce -ha concluso Pacetti- ‘spighe’ o altri simboli che determinano una gerarchia di valori tra un agriturismo e l’altro, ciò perché riteniamo che il giudizio su questa attività non può essere affidato a valutazioni standardizzate, ma è basato soprattutto sul “calore umano” con cui si mettono a loro agio gli ospiti. E questo senso dell’ospitalità è sempre il maggior valore che l’azienda agrituristica offre”.
“Guida all’agriturismo in Italia 2002”:più di mille aziende,
qualità, sapori e tradizioni
Oltre 1000 aziende, schede informative sulla ricettività e sui prezzi, offerte di piatti tipici, segnalazione di tradizioni e culture locali. Tutto questo contiene la “Guida all’agriturismo in Italia 2002” predisposta dalla Confederazione italiana agricoltori e da Turismo Verde e edita, per il quinto anno consecutivo, dalla Geo-Mondadori.
La guida rappresenta uno strumento informativo molto importante per chi vuole organizzare le proprie vacanze a contatto con la natura, con l’ambiente campestre, con la ricchezza del paesaggio rurale, con il territorio variegato che offre il nostro Paese.
Essa si può definire, senza alcuna retorica, una sorta di guida enciclopedica turistica e culturale. Nella guida, a differenza delle altre pubblicazioni del genere, si trovano non solo gli indirizzi delle aziende agrituristiche, ma anche tutte quelle attrattive che possono assicurare, contemporaneamente, una vacanza e una riscoperta del nostro patrimonio storico-culturale ed enogastronomico.
Nella guida, inoltre, ci sono indicazioni (indirizzi, numeri telefonici) sull’agriturismo in Europa.
La guida, anche quest’anno, si arricchisce di tre importanti sezioni: “Fattorie per i bambini”, “Scuola in fattoria”, “Sapori e saperi di fattoria”.
Il profilo dell'agriturista
Ha un'età compresa fra i 30 e i 45 anni, si sposta sempre con la famiglia (composta da tre-quattro persone), ha un reddito medio-alto, ha un livello culturale medio, ama la natura e i piatti tipici. Questo l’identikit dell’agriturista italiano che emerge da un'indagine condotta da Turismo Verde, l'istituto della Confederazione italiana agricoltori, presso un campione di aziende che copre l'intero territorio nazionale.
La scelta di fare una vacanza in un’azienda agrituristica, secondo l'indagine, é dettata principalmente dal desiderio di tranquillità, di contatto con l’ambiente rurale e con il paesaggio, dalla ricerca di prodotti genuini legati alla tradizione italiana.
Dall'indagine si rileva che la scelta agrituristica è dettata dall'accoglienza familiare dell’azienda preferita al rapporto impersonale degli alberghi, anche perché si é stanchi del turismo di massa. La vacanza per l’agriturista deve essere svago, riposo, rispetto della natura e riscoperta di vecchi sapori di piatti tipici delle nostre regioni.
Amante della tranquillità rurale e dei buoni cibi é anche l’agriturista straniero. Predilige, sempre secondo l'indagine, le aziende dell’Italia centrale (inglesi e tedeschi, in particolare) e specialmente quelle vicine alle città d’arte e ai luoghi che hanno attrattive culturali (musei, mostre) e religiose (conventi, abbazie).
Il turista straniero ama molto fare passeggiate a cavallo e il relax in piscina, che risulta uno dei servizi più richiesti.
La buona cucina della tradizione italiana, fatta di cibi tipici e genuini che non si trovano nei normali circuiti commerciali, e la tranquillità dell’azienda, dove si ha un clima familiare, restano i motivi principali della scelta agrituristica degli stranieri. I quali sono molto abitudinari e scelgono di trascorrere la vacanza nella stessa azienda.
L’agriturismo in cifre
2001 2002 variazione %
(consuntivo) (previsioni)
Aziende agrituristiche 10.662 11.525 +7,4
= con alloggio 8.600 9.500 +7,6
Posti letto 110.000 119.000 +6,3
Posti letto per azienda 13,0 13,0 =
Arrivi (in milioni) 2,05 2,03 +10,7
Arrivi stranieri 25% 25% =
Presenze con pernottamento 11,3 12,0 +6,3
(in milioni)
Durata media soggiorno (giorni) 5,4 5,4 =
Aziende con ristorazione 6.900 7.350 +6,6
= senza alloggio 2.000 2.150 +7,7
Aziende con agricampeggio 950 980 +3,2
Aziende con maneggi di cavalli 1.400 1.550 +6,5
Giro d’affari 785 842 +8,3
* Escluse le aziende con sola ristorazione, le vendite dirette e i servizi culturali, educativi e del tempo libero che vengono fatturati separatamente
fonte: cia.it
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